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Chimica: le nuove linee di indirizzo per l’adozione di sistemi di gestione

In Italia operano circa 2.800 imprese chimiche (più dell’85% è rappresentato da PMI) che impiegano oltre 110.000 addetti. E il settore chimico va dalla “chimica di base, che produce i costituenti fondamentali della filiera a valle, alla chimica fine specialistica, che acquista gli intermedi della chimica di base per tramutarli in prodotti differenziati per tutti i settori manifatturieri, fino alla chimica per il consumo, destinata direttamente al consumatore finale”.

Per favorire la diffusione della cultura della salute e della sicurezza in un “settore molto variegato e complesso, con moltissime tipologie d’impresa in termini di settori merceologici, dimensioni e assetti proprietari”, sono state prodotte dall’Inail, in collaborazione con Federchimica, le nuove “Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica” che aggiornano un analogo documento prodotto nel 2015 e che “intendono costituire un punto di riferimento per la corretta gestione degli aspetti di salute e sicurezza per tutte le imprese chimiche che operano in Italia”. Anche perché la comprensione dello specifico contesto in cui un’impresa si trova ad operare “è fondamentale al fine di attuare, mantenere e migliorare in modo sistematico ed efficace un sistema di gestione per la SSL”.

L’articolo di presentazione del documento si sofferma sui seguenti argomenti:

Le linee di indirizzo, i sistemi di gestione e i modelli organizzativi

Il documento – scritto da Maria Ilaria Barra, Enrico Brena, Lucina Mercadante, Antonio Terracina e Antonio Corvino con la collaborazione di varie realtà (Filctem – Cgil, Femca – Cisl, Uiltec – Uil) – è il prodotto di una attività di collaborazione, iniziata nel 2006 e rinnovata nel 2019, tra Inail e Federchimica che si è concretizzata in un Protocollo d’Intesa.

Le presenti Linee di indirizzo vogliono fornire alle imprese – si indica nel documento – “un supporto operativo funzionale all’adozione dei sistemi di gestione, finalizzato ad aumentare il livello di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”. E le imprese avranno in tal modo “la possibilità di sviluppare un approccio compatibile con il percorso necessario per conseguire la certificazione secondo lo schema previsto dallo standard UNI ISO 45001:2018 e, grazie al contributo presente nell’appendice A, di adottare un modello organizzativo e gestionale relativo alla responsabilità amministrativa degli Enti, di cui al decreto legislativo n. 231 del 2001 s.m.i., che rispetti i requisiti previsti all’art. 30 del d.lgs. 81/08 e s.m.i.”.

Inoltre sarà possibile “estendere agevolmente l’approccio del sistema di gestione della salute e sicurezza a tutte le altre aree della sostenibilità (quale ad esempio ambiente, energia, gestione responsabile del prodotto lungo l’intero ciclo di vita, responsabilità sociale) in linea con quanto previsto per il settore della chimica, dal Programma Responsible Care”.

E nel documento sono presenti anche sezioni in cui sono state “inserite delle buone pratiche da poter adottare nei differenti contesti. Tali suggerimenti vogliono essere di ausilio alle imprese che avendo già un sistema di gestione, possono avere indicazioni, spunti e suggerimenti per migliorare ulteriormente le condizioni di salute e sicurezza”. 

I sistemi di gestione e l’importanza della comprensione del contesto

Come indicato in apertura di articolo, per poter attuare, mantenere e migliorare un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL), è importante la “comprensione dello specifico contesto in cui l’impresa si trova ad operare”. E il documento indica che vi sono sia fattori interni che fattori esterni alla organizzazione “in grado di influenzare il sistema di gestione e che pertanto vanno governati in maniera sistematica al fine di valutarne i potenziali impatti”.

Si indica che fattori esterni generalmente importanti per l’industria chimica “possono essere ad esempio:

  • l’ambiente culturale, sociale e politico in cui l’organizzazione si trova ad operare;
  • i vincoli di tipo legale e regolamentare;
  • il tessuto economico e finanziario della realtà locale o regionale;
  • l’ambiente naturale in cui l’organizzazione è inserita e i relativi vincoli di tipo urbanistico e ambientale;
  • il livello tecnologico presente sul territorio e l’eventuale emergere di nuove tecnologie;
  • la situazione di concorrenza sul mercato sia a livello locale che nazionale/internazionale e il sopraggiungere di nuovi concorrenti;
  • nuove conoscenze su prodotti e materie prime utilizzate e loro impatti sulla sicurezza e salute;
  • nuovi fornitori e partner industriali;
  • nuove tendenze del settore”. 

Mentre fattori interni “possono essere ad esempio:

  • modifiche di governance e struttura organizzativa;
  • risorse disponibili sia di tipo economico che umano e tecnologico;
  • nuovi regolamenti interni adottati dalla organizzazione, ad esempio in caso di organizzazioni multinazionali;
  • modifiche delle politiche e degli obiettivi;
  • introduzione di nuovi prodotti, strumenti e attrezzature;
  • nuovi accordi contrattuali e modifiche di orari e condizioni di lavoro (ad esempio il lavoro su turni);
  • stato delle relazioni sindacali e percezione dei lavoratori”.

Si indica poi che il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro “è parte integrante del sistema di gestione generale dell’impresa. Costituito essenzialmente dalla struttura organizzativa, declina le responsabilità, i ruoli, i processi, le procedure e le risorse per realizzare la politica di salute e sicurezza e gli obiettivi strategici in essa indicati”.

Inoltre il SGSSL deve essere “costruito e realizzato in relazione alla specifica unità produttiva e/o logistica, deve essere progettato sulla base delle attività svolte e dei rischi lavorativi connessi alla dimensione ed alla tipologia d’impresa, al fine di gestire e tenere costantemente sotto controllo tutti i rischi lavorativi connessi, presenti e derivanti dall’organizzazione propria della unità produttiva e/o logistica considerata”. Inoltre il sistema di gestione “deve includere le attività, i prodotti e servizi che possono avere un impatto sul SGSSL dell’organizzazione e deve essere attuato, mantenuto e migliorato in modo continuo dall’organizzazione stessa”. 

L’indice del documento Inail

Rimandando alla lettura integrale del documento “Linee di indirizzo per l’applicazione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro per l’industria chimica”, ne riportiamo, in conclusione, l’indice:

Premessa

Scopo

Documenti di riferimento

Termini e definizioni

L’organizzazione e il contesto

4.1 Necessità e interessi degli stakeholder (parti interessate)

4.2 Il sistema di gestione salute e sicurezza sul lavoro

Leadership e partecipazione dei lavoratori

5.1 Leadership e commitment

5.2 Politica

5.3 Ruoli, compiti, responsabilità e autorità

5.4 Consultazione e partecipazione dei lavoratori

Pianificazione

6.1 Identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi e le opportunità

6.2 Valutazione dei rischi e delle opportunità per il sistema di gestione

6.3. Individuazione dei requisiti legali e volontari

6.4 Definizione delle attività conseguenti la valutazione dei rischi e delle opportunità

6.5 Programmi e obiettivi

6.6 Pianificare la valutazione delle prestazioni

Supporto

7.1 Risorse

7.2 Competenza

7.3 Consapevolezza

7.3.1 Informazione e comunicazione interna

7.3.2 Comunicazione esterna

7.4 Informazioni documentate

7.4.1 Generalità

7.4.2 Creazione e aggiornamento

7.4.3 Controllo delle informazioni documentate

8. Operatività

8.1 Controllo operativo

8.1.1 Manutenzione

8.1.2 Permessi di lavoro

8.1.3 Gestione di sostanze e prodotti

8.1.4 Gestione degli agenti chimici pericolosi, cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione

8.2 Gestione dei cambiamenti

8.3 Sorveglianza sanitaria

8.4 Gestione dell’approvvigionamento di prodotti e servizi

8.5 Affidamento all’esterno di processi e servizi

8.5.1 Gestione degli appalti per le imprese che svolgono l’attività nei siti

8.6 Emergenze

9. Valutazione delle prestazioni

9.1 Monitoraggio, misurazione e analisi

9.2 Valutazione del rispetto delle prescrizioni cogenti e volontarie

9.3 Audit interni

9.4 Riesame di direzione

10. Misure di miglioramento

10.1 Gestione degli incidenti, non conformità e azioni correttive

10.2 Miglioramento continuo

Appendice A – Dal sistema di gestione salute e sicurezza al Modello d.lgs. 231/01

A.1 Organismo di Vigilanza (OdV)

A.1.1 Flussi informativi verso l’OdV

A.1.2 Composizione e caratteristiche dell’Organismo di Vigilanza

A.2 Sistema sanzionatorio

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